What goes around comes around – Un post ad personam

Ho deciso che perderò il mio ed il vostro tempo per raccontarvi una storia di incomprensioni e di giustizia cosmica.

Si può credere o no al Karma, solitamente ci si crede solo quando fa comodo, tipo il natale, è bello solo quando ricevi i regali, non quando spendi 180 euro per il biglietto degli one direction per tua figlia ma vabbeh, il karma è poi questo, sapere che le buone o le cattive azioni verranno bilanciate da un essenza cosmica per raggiungere una situazione di equilibrio finale.

karma2

Ecco quella situazione di equilibrio finale che piaccia o no io la chiamo giustizia, quella stessa giustizia di cui tanto ci riempiamo la bocca quando siamo a credito e di cui tanto ci beffiamo quando riusciamo ad eluderla con facilità perchè FUCK THE POLICE LE REGOLE SONO FATTE PER ESSERE INFRANTE. Ecco, al di là della personalissima interpretazione che do della giustizia e di cui non basterebbero tutte le parole del mondo per chiudere la questione con una soluzione che possa andare bene per tutti, riassumendo, la giustizia è: agire correttamente al di là degli interessi personali, sbagli -> paghi, vieni danneggiato -> vieni risarcito.

Per concludere questa premessa un po’ paraculistica, vorrei citare un pezzo di un saggio molto bello sulla concezione tutta italiana di giustizia, tratto da Sulle Regole di Gherardo Colombo, che se non avete letto vi consiglio di fare:

Quando parliamo di giustizia non parliamo solo della sua amministrazione quotidiana, quel complesso istituzionale che coinvolge i giudici, i tribunali, le corti, gli avvocati, i pubblici ministeri, le prigioni, le persone sul cui destino tutto ciò incide il più delle volte pesantemente. Parliamo anche di un punto di riferimento ideale, dei valori di base che guidano la nostra convivenza e a cui si ispira la distribuzione di diritti e doveri, opportunità e obblighi, libertà e limiti. Se si smarrisce questo riferimento ideale, anche l’amministrazione della giustizia soffre, perché resta priva di una bussola e di una direzione.

Okei ma a me checcazzomenefrega di sta roba?

Non fuggite per l’amor d’iddio! La parte divertente inizia ora! Sarà come al solito una storia faziosa, volgare e piena di luoghi comuni quindi se siete facilmente impressionabili non prendetevela e se siete di Napoli ridatemi l’orologio (battuta autoreferanzialmente rubatissima da 50 sfumature di notte rosa)

Qui potete trovare il post originariamente scritto su facebook, cliccateci perchè i commenti avranno un ruolo importante in tutta questa storia:

Questa vicenda si svolge tra sabato 3 ottobre e lunedi 5.
Sabato sera esco da un locale della provincia di Reggio (Rockville) all’1e10 perchè obbiettivamente non ho più l’età per certe cose e mi dirigo verso la macchina. No, la tristezza di questa storia non risiede nell’inesorabile scorrere del tempo o nella bolla spazio temporale all’interno della quale sembra vivere il Rockville, la tristezza di questa storia è umana.
Arrivato alla macchina mi accorgo subito che c’è una punto grigia che con il suo paraurti posteriore sta toccando la mia (cazzo non è una mosca su un vetro o un ago in un pagliaio è una fottuta macchina appoggiata sulla mia).
Contrariamente a quanto mi sarei aspettato ho reagito con estrema lucidità, forse troppa. Mi sono avvicinato, ho constatato la cosa, e la tizia alla guida esclama “No ma non ti ho toccato eh”. E già qui la mia lucidità di due righe prima comincia a vacillare ma sono stanco e checcazzo me ne frega è un segno in un parcheggio. Lei scende io salgo in macchina, avanzo leggermente per staccare le due vetture poi scendo anche io e controllo il danno. Un banalissimo segno, lei esclama “no ma è solo polvere” a quel punto da buon emiliano estremamente lucido mi esce un bestemmione seguito da “vecchia mi hai rigato la macchina”. Faccio un paio di foto ai segni su entrambe le macchine e alla targa per precauzione e visto l’orario, la stanchezza e il panico che sembrava regnare nei suoi occhi le dico “guarda se vuoi la constatazione la facciamo un altro giorno, magari sento anche dal carrozziere quanto vuole, tu parlane con i tuoi, lasciami il tuo numero che non è successo niente al limite ci pensa l’assicurazione” lei mi da il numero e io sono tranquillo, la situazione è davvero palese. A questo punto però c’è da risolvere il fatto che lei è incastrata per via del terreno fangoso, udite, udite, la spingo fuori da sta poltiglia mentre lei sgasa a più non posso. Ricordatevelo eh sto fatto che la aiuto perchè è importante.
Domenica mattina verso le 10 le scrivo, lei alle 15 mi risponde chiedendo un incontro e le foto della sera prima. L’incontro viene fissato alle 19e30 del giorno successivo, perchè lavoro e non riesco prima.
A questo punto la mattina del lunedì mio nonno porta la macchina dal carrozziere per far valutare il danno, totale lavori 150 euro.
La sera mi dirigo al luogo dell’incontro, un paio di misunderstanding dovuti alla posizione precisa e ci siamo.
Scendo mi presente stringo la mano al padre “piacere Alessandro” – “Piacere”.
“Dov’è la macchina?”
“Là”
“Si ma a quest’ora non si vede niente”
“E mi spiace è che oggi finivo di lavorare a quest’ora prima non riuscivo”
“Comunque il carrozzaio mi ha chiesto questi soldi qui, firmiamo la constatazione?”
“No e perchè? Così mi prendo la colpa! Il segno sulla tua macchina è troppo marcato guarda sulla mia non c’è niente!”
“Guarda io non voglio ne litigare ne passare per delinquente, dubitare è lecito ma sono arrivato che tua figlia era appoggiata alla mia macchina”
“E chi me lo assicura che lo ha fatto lei quel segno? E’ troppo profondo!”
“Ti ripeto, ero li ho visto, non voglio discutere, mi sono comportato anche troppo bene cercando di venire incontro a tua figlia, l’ho pure aiutata a uscire dal pantano non voglio mica fregarti vorrei solo che la mia macchina tornasse come prima”
“Guarda c’hai le foto? C’hai la targa? Allora vai dall’assicurazione!”
Risalgo in macchina senza la mia proverbiale lucidità e tirando giù il firmamento torno a casa.
La ragazza in tutta questa discussione durata si e no 20 minuti non ha ovviamente detto nulla, quindi i casi sono 2:
– O lei ha detto a suo padre un mucchio di stronzate
– O suo padre ha preso il mio bel gesto come debolezza e ha pensato “Beh vabbeh chissenefrega io ci provo metti che va bene”.
La cosa ovviamente che mi infastidisce non è tanto il segno sulla macchina che è piccolo come il cazzo dei cinesi, quello che mi manda in bestia è che la mia buona fede è stata presa e buttata nel cesso creando schizzi di merda da tutte le parti.
Domani provvederò a sporgere regolare denuncia all’assicurazione e se il dio che tanto ho offeso negli ultimi due giorni esiste farà in modo tale che ognuno abbia quel che si merita.
Morale della favola, non aspettatevi mai onestà da nessuno ma continuate a fare buone azioni che il mondo non può e non deve diventare un posto per soli furbi.

p.s
Indovinate che accento aveva il padre.

Lo so sarei dovuto andare a pomeriggio 5 ma purtroppo non sono del sud.
Lo so sarei dovuto andare a pomeriggio 5 ma purtroppo non sono del sud e ho delle cose da fare.

Una volta scritto questo post su facebook per prendere i big likes vado a lavorare come se nulla fosse, ignaro di quello che sarebbe successo di li a poco…

La mia reazione è stata più o meno questa
La mia reazione è stata più o meno questa

La tizia che mi ha tamponato la macchina, vedendo probabilmente il post da amicizie in comune decide di commentare a sua volta ed ecco questa è forse la parte più paradossalmente ironica della cosa:

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Raghi mi raccomando siate sempre politically correct che è molto meglio che essere brave persone. Tipo non importa quante nigeriane paghi il sabato sera l’importante e farsi vedere la domenica in chiesa <3

Adesso, io non sono un giurista o cose del genere ma ho evidenziato quella che credo essere la frase cardine di tutta la questione. Un’ammissione di colpa volta a giustificare un modo di agire atto a non prendersi la colpa? Eccheccazz?! Roba che l’arrampicarsi sugli specchi di Berlusconi con la nipote di Mubarak è un esercizio retorico ben riuscito.

Morale:

Indipendentemente dal punto di vista estremamente personale della cosa (probabilmente in un universo parallelo quella tizia sono io e sto scrivendo un post su come uno screanzato si è approfittato di me e ha offeso tutta la mia ggente del sud così solare e cordiale <3) non si può che giungere ad una adulta ed inequivocabile conclusione:

gif-assegno

IO SONO QUELLO NELLA GIF CON L’ASSEGNO DELL’ASSICURAZIONE. SE MI STAI LEGGENDO CICCINA SAPPI CHE OGNI VOLTA CHE PAGHERAI IL PREMIO ASSICURATIVO AUMENTATO PER COLPA DI QUESTA STORIA INCREDIBILMENTE SURREALE IO GODRO’ PERCHE’ SONO CATTIVO. WHAT GOES AROUND COMES AROUND BITCH!

Ah se non si fosse capito, alla fine della storia io dovrei risultare quello maturo. Ora vi saluto che vado a spendere i big cash in droga e macchine veloci.

 

P.s

L’unico grande grazie va ovviamente all’assicuratore che si è occupato di tutta questa storia visto che io non avrei avuto la minima idea di cosa fare, hihihihi sono una bionda stupidina hihihi.

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